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  • Stefano Bortot

La differenza tra Ready-to-Wear, Made-to-Measure e Bespoke

RTW, MTM e bespoke sono termini che avrete sicuramente incontrato in più occasioni in quanto fondamentalmente distinguono le tre macrocategorie di “confezionamento”, ovvero di produzione, dell’abito.

Le diverse metodologie di produzione hanno un effetto diretto su prezzo, qualità e tempi di attesa, è perciò necessario conoscerne le differenze in moda da capire che prodotto si sta per acquistare.


RTW.

Partiamo dalla base, dal capo cosiddetto “pronto”, ovvero quello che comunemente viene esposto in negozio e venduto in taglie standard. Ready-to-wear (o pret-a-porter o capo pronto) indica una costruzione dell’abito realizzata per la maggior parte a macchina, a partire da cartamodelli di misure standard (44, 46, 48 e via dicendo) che viene poi venduto al cliente senza poter fare anticipatamente delle modifiche. Il capo pronto, in quanto standardizzato, è solitamente più economico delle due altre tipologie di confezionamento, nonostante per ogni categoria ci siano differenze a livello di qualità del prodotto finale, dovuta alle rifiniture ed ai tessuti impiegati. In quanto prodotto acquistabile in taglia, è fondamentale avere la possibilità di provarlo per capirne la vestibilità, soprattutto in punti delicati che difficilmente sono modificabili ex-post come la spalla. Sarà infatti possibile apportare alterazioni alla vestibilità come accorciare le maniche o la lunghezza solo dopo aver acquistato il capo.

Da notare che alcuni marchi offrono anche una distinzione di “drop” e di lunghezza. Potremo trovare quindi una taglia 50 drop 6, dove il numero 6 indica una vestibilità a livello di torace e vita (o più banalmente quanto incide la corporatura) regolare, mentre drop più alti in numero equivalgono a corporature più snelle e drop più bassi corporature più forti. La lunghezza invece distingue la taglia regolare (ad esempio una 48) da quella più corta (24) o più lunga (94) in termini di lunghezza della giacca e delle maniche. Quando disponibili, queste due distinzioni aiutano notevolmente nella scelta di un prodotto che si avvicina il più possibile alla vestibilità ideale.



(RTW; Suitsupply)


MTM.

Salendo leggermente in termini di complessità di confezionamento troviamo i capi “made to measure”. In questo caso è bene adoperare il termine inglese in quanto più adatto a descrivere questa lavorazione, mentre i termini italiani “su misura” o “sartoriale” vengono spesso confusi ed adoperati sia per il vero abito sartoriale (“bespoke”) sia per gli abiti made to measure.

La principale differenza tra MTM e RTW è il fatto che nel made to measure vengono prese le misure corporee del cliente, cosa che invece non accade con il capo pronto. Questo è infatti un servizio che viene offerto solo da aziende specializzate, ed in quanto richiede più tempo e più passaggi per la realizzazione è comunemente più dispendioso. L’iter con il quale nasce un prodotto made to measure consiste nella presa delle misure del cliente da parte di un esperto, che crea quindi il profilo dell’utente. A partire da queste misure, i cartamodelli in taglie standard vengono modificati in modo da essere più adatti alla vestibilità del cliente, e poi usati per la realizzazione dell’abito.

Servizi come questi, in quanto personalizzati, danno quasi sempre la possibilità di scegliere il tessuto per il proprio abito, la tipologia di bottoni, il colore delle impunture e soprattutto tutte le caratteristiche strutturali del capo come il rever, la spalla, gli spacchi posteriori, l’abbottonatura, l’intelatura, la chiusura dei pantaloni, il risvolto e via dicendo.

In questo caso è importante notare che il livello di personalizzazione e la qualità della vestibilità dipende dall’azienda che offre il servizio. Ci sono marchi che offrono più opzioni per quanto riguarda la scelta di tessuti e di modelli ed altri che hanno una selezione più ristretta. Ci sono poi marchi che prendono più misure al cliente, e per questo motivo probabilmente realizzeranno un abito con una vestibilità migliore.

In quanto personalizzato, il made to measure richiede l’attesa di almeno due settimane per la consegna, quando il capo pronto invece è acquistabile immediatamente.



(Bespoke vs MTM; Permanent Style)


Bespoke.

L’ultima categoria comprende gli abiti che vengono realizzati a partire da cartamodelli unici, non standardizzati, che rispecchiano per intero le misure corporee del cliente. Non a caso, “bespoke” deriva dalla contrazione di “be spoken for”, che in origine stava ad indicare nelle sartorie inglesi un tessuto che “parlava per” un cliente in particolare, in quanto acquirente di quel tessuto che sarebbe poi stato utilizzato per la confezione di un abito fatto interamente a mano seguendo le preferenze del cliente stesso. L’abito bespoke rappresenta in pieno l’arte sartoriale e la tradizione artigianale del “fatto a mano”, in quando distaccato dalle dinamiche di standardizzazione e commercializzazione dei marchi appartenenti alle altre categorie. Per questo motivo, solitamente l’abito bespoke richiede molto più tempo di un MTM (parliamo generalmente di più di tre mesi), ed il tempo di attesa è scandito da diverse prove intermedie (solitamente almeno due) in cui cliente e sarto verificano in corso d’opera la vestibilità ed i dettagli più estetici del capo.

Questa categoria, oltre ad essere quella che garantirà una vestibilità migliore proprio perché parte dal cliente stesso, è anche quella che offre la massima libertà di personalizzazione, a partire dal tessuto fino ad arrivare ai dettagli più minuti ed invisibili. Al cliente viene offerta la piena libertà, ad esempio, per quanto concerne la larghezza del rever, la sua forma, il posizionamento, numero e sagoma delle tasche e via dicendo. Questo significa però che il cliente deve avere un minimo di esperienza nel campo, in quanto trovarsi davanti a così tante opzioni, spesso anche tecniche, potrebbe rendere la scelta più difficile ed eventualmente comportare la realizzazione di un capo ”sbilanciato” in termini di estetica ed usabilità. In più, è bene notare che, nonostante sia il cliente a dettare le sue preferenze, ogni “scuola sartoriale” ha il proprio stile, ed all’interno di ogni scuola ogni sarto si distingue. Per questo motivo, in base alle proprie esigenze è consigliato rivolgersi ad un sarto che sia in linea con le vostre aspettative in modo da assicurarsi che il capo finito sia un successo.



(Bespoke e cartamodelli; Gaetano Aloisio)


- Stefano

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